Rachmiel (o Rahmiel) è un arcangelo nella mistica ebraica (Kabbalah) associato alla misericordia, alla compassione e all’amore, il cui nome significa “Dio ha compassione” o “Misericordia di Dio”.
Rahmiel è spesso invocato per benedire la nascita e nella benedizione dei bambini, come nel “rito dell’accoglienza di un neonato”.
Significato: Dall’ebraico racham (compassione) ed El (Dio).
Ruolo: Dispensa misericordia alle anime, portando loro gioia nella gloria divina.
Invocazione: Invocato per benedizioni, guarigione e conoscenza spirituale.
Rachmiel è una figura distinta e benevola di misericordia.
In sostanza, Rachmiel è una figura angelica potente e compassionevole, concentrata sull’estendere la misericordia divina e guidare le anime verso l’illuminazione spirituale.
Ci regala una sensazione di appagamento nella vita, appagamento che deriva dalla compassione e dall’amore.
Ricorda una delle belle cose che ti rende umano è la compassione.
La compassione è un valore della vita; è potere; è Dio e la meditazione; è verità. La compassione ti da la forza di affrontare la sofferenza, e tuttavia, a non provare dolore. Non c’è assolutamente grazia senza compassione.
Se ti accorgi di essere intrappolato in schemi di distanza e giudizio dagli altri, se la tua mente giudicante è potente, se sei spesso in uno spazio sociale di solitudine spirituale, non solo fisica, se il tuo cuore è sofferente, timoroso, impaurito. Anche se sei in una relazione con te stesso priva di empatia, comprensione, accettazione e amore per tutto quello che sei, fai, dici. Pratica la seguente meditazione:
Posizione: siedi in con la schiena dritta, con un leggero jalandhara bandha.
Mudra: incrocia il dito medio (governato da Saturno) sull’indice (governato da Giove) di ciascuna mano. Porta la punta del pollice contro il “monte di Mercurio” che è proprio alla base del mignolo. Mantieni il mudra per tutta la durata della meditazione.
Occhi chiusi.
Inspira e porta le mani sono contro il petto, la destra sopra la sinistra.
Espira e abbasssa le braccia in modo che i polsi poggino sulle ginocchia.
Continua per tutto il mantra. Verso la metà slancia un pò di più le braccia inspirando e portandole al torce.